
Adagiata ai piedi dei Monti Mecsek nel sud dell’Ungheria, Pécs rappresenta uno dei tesori culturali più affascinanti del paese. Quinta città ungherese per popolazione con circa 150.000 abitanti, questa antica urbe conserva un patrimonio storico straordinario che abbraccia duemila anni di civiltà europea, dalla Sopianae romana alle suggestive testimonianze della dominazione ottomana.
Nel 2010, Pécs è stata insignita del prestigioso titolo di Capitale Europea della Cultura insieme a Istanbul ed Essen, riconoscimento che ha celebrato la sua eccezionale ricchezza artistica e la sua identità multiculturale unica in Europa. Il centro storico, perfettamente conservato, racconta questa straordinaria stratificazione culturale attraverso edifici barocchi austro-ungarici, moschee ottomane trasformate in chiese, una cattedrale romanica monumentale e, soprattutto, la necropoli paleocristiana di Sopianae, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2000.
La città deve parte della sua fama internazionale alle celebri ceramiche Zsolnay, capolavori dell’artigianato artistico ungherese riconoscibili per i loro caratteristici smalti iridescenti e i colori metallici. Il Quartiere Culturale Zsolnay, ricavato dalla riconversione della storica fabbrica, rappresenta oggi uno dei più ambiziosi progetti di recupero urbano in Ungheria, trasformando archeologia industriale in vivace polo artistico e culturale.
La posizione geografica, a soli 30 chilometri dal confine croato, conferisce a Pécs un clima particolarmente mite e un’atmosfera quasi mediterranea, rara per l’Europa centrale. Le influenze balcaniche si riflettono nella gastronomia e nella vivacità delle sue strade, animate da una delle università più antiche d’Europa (fondata nel 1367) che garantisce alla città un’energia giovanile e cosmopolita.
Il patrimonio artistico e architettonico di Pécs si svela attraverso monumenti che testimoniano millenni di storia europea. Dall’eredità romana alle tracce ottomane, passando per capolavori barocchi e Art Nouveau, ogni epoca ha lasciato il proprio segno indelebile su questa città straordinaria.
La Necropoli Paleocristiana di Sopianae rappresenta uno dei siti archeologici più importanti d’Europa e l’unico patrimonio UNESCO ungherese nella categoria dell’architettura funeraria paleocristiana. Scoperta nel 1782 con la Camera Sepolcrale I dedicata ai Santi Pietro e Paolo, questa straordinaria testimonianza del IV secolo d.C. si trova nella parte nord-occidentale della città, ai piedi della Cattedrale, sui pendii meridionali dei Monti Mecsek.
Il complesso archeologico comprende 20 monumenti scavati e oltre 500 tombe raggruppate attorno ai monumenti principali, rappresentando la più grande e densa collezione di monumenti funerari nelle province romane settentrionali e occidentali. Le strutture si articolano su due livelli architettonici: le camere sotterranee scavate nel calcare, dove i defunti venivano sepolti in sarcofagi o tombe in mattoni, e le cappelle commemorative fuori terra che servivano sia come luoghi di sepoltura che di cerimonia per le famiglie benestanti di Sopianae.
Le camere funerarie sono riccamente decorate con affreschi di straordinaria qualità che raffigurano scene bibliche e simboli paleocristiani. Tra i soggetti ricorrenti spiccano immagini degli Apostoli Pietro e Paolo, Giona inghiottito dal grande pesce, Daniele nella fossa dei leoni, Sadrac, Mesac e Abednego nella fornace ardente, la caduta di Adamo ed Eva e il Buon Pastore. Gli affreschi sono completati da motivi floreali, geometrici e a reticolo di raffinata esecuzione.
La Camera I (detta Pietro e Paolo) è considerata la costruzione paleocristiana più famosa della Pannonia. La parete settentrionale mostra i due apostoli che indicano il cristogramma, simbolo di Cristo. La Camera II (detta della Brocca) presenta nella parete nord una nicchia con l’affresco di una brocca e un bicchiere, simboli della sete dell’anima pellegrina. Il Mausoleo Paleocristiano, scoperto nel 1975, è la struttura più imponente dell’intero complesso, con affreschi eccezionali che rappresentano scene bibliche fondamentali.

Nel cuore della Széchenyi tér, la piazza principale di Pécs, si erge il simbolo più riconoscibile della città: la Moschea di Pascià Gazi Kasim, edificata durante la dominazione ottomana tra il 1543 e il 1686. Questo straordinario edificio rappresenta il più importante esempio di architettura ottomana conservato in Ungheria e testimonia uno dei periodi storici più significativi per Pécs.
La moschea fu costruita utilizzando materiali provenienti dalla demolizione di chiese medievali cristiane, creando un affascinante palinsesto architettonico. Dopo la riconquista cristiana, l’edificio fu trasformato in chiesa cattolica, mantenendo però intatta la sua struttura ottomana originale: la caratteristica cupola azzurra che domina il profilo della piazza, le proporzioni armoniose dello spazio interno e gli elementi decorativi islamici ancora visibili sulle pareti.
All’interno, i visitatori possono ammirare le iscrizioni arabe ancora leggibili sulle pareti, i mihrab (nicchie di preghiera orientate verso La Mecca) e i resti degli affreschi geometrici tipici dell’arte islamica. La convivenza tra l’architettura musulmana e gli arredi cattolici aggiunti successivamente crea un’atmosfera unica di dialogo interculturale. La luce che filtra attraverso le finestre sotto la grande cupola genera un’atmosfera contemplativa che rimanda alla funzione religiosa originaria.
L’edificio rappresenta un caso eccezionale di sincretismo architettonico, dove l’identità musulmana dell’edificio convive con la sua funzione cristiana, simboleggiando perfettamente la natura multiculturale di Pécs e la sua capacità di integrare le diverse eredità storiche in un insieme armonioso.

La Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo domina il paesaggio urbano di Pécs con le sue quattro torri campanarie slanciate, caratteristica architettonica insolita che la rende immediatamente riconoscibile. Questo maestoso edificio romanico, costruito nel XI secolo e più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, rappresenta uno dei capolavori dell’architettura religiosa ungherese.
La cattedrale sorge sul luogo dove si trovava già una basilica paleocristiana del IV secolo, creando una continuità spirituale millenaria. L’edificio attuale deve il suo aspetto attuale principalmente ai restauri e ampliamenti realizzati nel XIX secolo in stile neoromanico, che hanno conferito alla struttura la sua monumentalità caratteristica. Le quattro torri, visibili solo dalla fiancata laterale a causa della conformazione della piazza, raggiungono altezze considerevoli e offrono dalla loro sommità viste panoramiche spettacolari sulla città e sui Monti Mecsek.
L’interno colpisce per l’ampiezza dello spazio, la ricchezza degli affreschi che decorano pareti e soffitti, e il monumentale organo utilizzato regolarmente per concerti di musica sacra che richiamano appassionati da tutta l’Ungheria. Le cappelle laterali custodiscono preziose opere d’arte religiosa e reliquie storiche che raccontano i secoli di devozione cristiana nella regione.
La cattedrale rappresenta anche un importante centro di scavi archeologici: nel suo sottosuolo e nelle immediate vicinanze sono state rinvenute molte delle camere sepolcrali della necropoli paleocristiana, creando un affascinante collegamento diretto tra la chiesa contemporanea e le sue radici nell’antichità cristiana.
La Moschea di Pascià Jakovali Hassan rappresenta la testimonianza ottomana meglio conservata di Pécs e una delle poche moschee in Ungheria a mantenere ancora il minareto originale del XVI secolo. Questo edificio, oggi quasi nascosto tra costruzioni moderne che si sono addossate ai suoi fianchi, conserva intatta l’atmosfera e l’autenticità dell’architettura islamica dell’epoca ottomana.
Il minareto, alto 23 metri, è percorso al suo interno da una suggestiva scala a chiocciola che permette di salire fino alla sommità, da dove si gode di una vista privilegiata sul centro storico di Pécs. La moschea stessa non ha subito le trasformazioni che hanno interessato altri edifici ottomani della città: mantiene la sua funzione originaria di luogo di preghiera e conserva integralmente gli elementi architettonici e decorativi islamici.
Gli interni presentano le tipiche decorazioni geometriche e calligrafiche dell’arte islamica, con iscrizioni coraniche ancora perfettamente leggibili e motivi ornamentali che testimoniano l’elevata maestria degli artigiani ottomani. Il mihrab, la nicchia di preghiera orientata verso La Mecca, conserva la sua decorazione originale, mentre il soffitto mostra i caratteristici motivi a stella dell’architettura ottomana.
La moschea costituisce una testimonianza preziosa e rara dell’eredità turca in Ungheria, permettendo ai visitatori di immergersi completamente nell’atmosfera dell’epoca ottomana e di comprendere l’importanza che Pécs rivestiva come centro amministrativo e religioso durante il dominio turco.
Il Quartiere Culturale Zsolnay rappresenta uno dei più ambiziosi e riusciti progetti di riqualificazione urbana realizzati in Ungheria. Inaugurato tra il 2009 e il 2011 in occasione della nomina di Pécs a Capitale Europea della Cultura, questo complesso è stato ricavato dalla riconversione dell’ex manifattura Zsolnay, la celebre fabbrica di ceramiche che dal XIX secolo ha reso Pécs famosa in tutto il mondo.
Le ceramiche Zsolnay, riconoscibili per i loro caratteristici smalti iridescenti con riflessi metallici dorati e verdi (tecnologia eosin), hanno decorato alcuni dei più importanti edifici Art Nouveau d’Europa, dalla Matthias Church di Budapest al Museo delle Arti Applicate della capitale ungherese. La famiglia Zsolnay ha creato un impero industriale e artistico che ha contribuito in modo determinante all’identità culturale di Pécs.
Oggi il quartiere si estende su una vasta area nella prima periferia della città e ospita musei, tra cui il Museo Zsolnay che espone le opere più preziose della produzione ceramica, gallerie d’arte, spazi espositivi, caffè, ristoranti e aree verdi perfettamente integrate. Gli edifici industriali originali, splendidi esempi di archeologia industriale del XIX secolo, sono stati restaurati con grande attenzione conservando il carattere storico della fabbrica.
Il quartiere è diventato il principale spazio per festival e concerti, ospitando durante l’estate il celebre Zsolnay Festival (Festival delle Luci) che illumina gli edifici storici con proiezioni artistiche e richiama artisti internazionali. Il Mausoleo Zsolnay, situato nel quartiere, è visitabile e rappresenta un’opera d’arte totale decorata interamente con le ceramiche della manifattura, testimoniando la maestria artistica raggiunta dalla famiglia.

Pécs offre un’ampia gamma di strutture ricettive che riflettono il carattere accogliente e la tradizione di ospitalità ungherese. La città, non essendo una meta di turismo di massa, mantiene prezzi accessibili rispetto ad altre destinazioni europee, garantendo un eccellente rapporto qualità-prezzo per ogni tipologia di alloggio.
Il centro storico rappresenta la scelta privilegiata per chi desidera vivere l’atmosfera autentica della città. Gli hotel boutique e le pensioni a conduzione familiare occupano spesso palazzi storici restaurati situati nelle viuzze che si diramano dalla Széchenyi tér. La posizione centrale permette di raggiungere a piedi tutte le principali attrazioni, dai siti UNESCO ai caffè storici, dai musei alle moschee ottomane.
La zona universitaria, animata dalla presenza di migliaia di studenti, offre ostelli, appartamenti moderni e sistemazioni economiche particolarmente adatte ai viaggiatori giovani e a chi cerca un’atmosfera vivace. Questa area garantisce un’ottima rete di trasporti pubblici e una vasta scelta di ristoranti, pub e locali notturni frequentati dalla popolazione studentesca internazionale.
Pécs gode di una posizione strategica nel sud dell’Ungheria che la rende facilmente raggiungibile dai principali centri europei attraverso efficienti collegamenti stradali e ferroviari. La vicinanza al confine croato la trasforma in un ideale punto di passaggio per chi viaggia tra Europa centrale e Balcani.
In automobile, Pécs è raggiungibile attraverso l’autostrada M6 che la collega direttamente a Budapest (200 chilometri, 2 ore). Per chi proviene da Vienna, il percorso copre circa 320 chilometri (3 ore e 30 minuti) attraverso l’Austria e l’Ungheria occidentale. La città dista 30 chilometri dalla Croazia, 80 chilometri da Osijek e 250 chilometri da Zagabria, risultando perfettamente integrata nella rete stradale dell’Europa sud-orientale.
I collegamenti ferroviari collegano Pécs a Budapest con treni diretti che impiegano circa 3 ore. I servizi regionali garantiscono collegamenti con le principali città dell’Ungheria meridionale e con la Croazia. La stazione ferroviaria di Pécs si trova a circa 15 minuti a piedi dal centro storico, facilmente raggiungibile anche con gli autobus urbani.
L’aeroporto più vicino è quello di Budapest-Ferenc Liszt (200 chilometri), collegato a Pécs tramite servizi di autobus diretti e combinazioni treno+autobus. Per chi proviene dall’Europa occidentale, una valida alternativa è l’aeroporto di Vienna (320 chilometri), da cui partono collegamenti diretti in autobus per Pécs.
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Pécs si trova nel sud-ovest dell'Ungheria, nella regione del Transdanubio meridionale, ai piedi dei Monti Mecsek. La città dista 200 chilometri da Budapest, 30 chilometri dal confine croato, 80 chilometri da Osijek in Croazia e 250 chilometri da Zagabria.