
L’Ungheria è molto più di Budapest. Questo paese nel cuore dell’Europa custodisce città termali, borghi medievali e paesaggi naturali che raccontano secoli di storia e tradizioni. Dalle pianure della Grande Pianura Ungherese alle colline vinicole del Tokaj, ogni regione offre un’esperienza autentica lontana dai circuiti turistici più battuti.
Il territorio ungherese si distingue per la varietà delle sue attrazioni: città patrimonio UNESCO come Pécs ed Eger, il lago Balaton che d’estate diventa il centro della vita balneare magiara, e borghi come Szentendre dove il tempo sembra essersi fermato. Le terme naturali punteggiano l’intero paese, creando una vera e propria cultura del benessere che risale all’epoca romana.
La campagna ungherese conserva tradizioni secolari nelle puszta, le grandi distese di praterie dove ancora oggi si pratica l’allevamento di cavalli secondo metodi antichi. I vigneti del Tokaj e di Villány producono vini riconosciuti in tutto il mondo, mentre le città universitarie come Debrecen e Szeged pulsano di energia giovane e offerta culturale.
Esplorare l’Ungheria oltre la capitale significa immergersi in un’atmosfera diversa, dove i ritmi sono più lenti e l’accoglienza più calorosa. In questo articolo vi guidiamo alla scoperta delle destinazioni imperdibili che completano il viaggio in Ungheria, combinando cultura, natura e tradizioni autentiche.
L’Ungheria è una delle 15 destinazioni turistiche più popolari al mondo, facilmente raggiungibile con migliaia di voli, anche low-cost, provenienti da qualsiasi paese. Nonostante le sue dimensioni relativamente piccole, il paese ha numerosi siti Patrimonio dell’UNESCO. Naturalmente anche la sua splendida capitale Budapest ne fa parte.

Il lago Balaton è il più grande lago dell’Europa centrale, con i suoi 77 chilometri di lunghezza e una superficie di 592 chilometri quadrati. Durante l’estate si trasforma nella principale destinazione balneare dell’Ungheria, con temperature dell’acqua che raggiungono facilmente i 25-26°C grazie alla profondità media di soli 3 metri. La costa meridionale, con le sue spiagge sabbiose, attira famiglie e giovani, mentre la sponda settentrionale offre borghi storici e vigneti.
Tihany, sulla penisola omonima, è il gioiello architettonico del Balaton con la sua abbazia benedettina fondata nel 1055, dalla cui terrazza si gode una vista panoramica sull’intero lago. A Keszthely, all’estremità occidentale, il palazzo Festetics del XVIII secolo custodisce una biblioteca con 86.000 volumi. La regione produce vini bianchi apprezzati, in particolare lungo le colline di Badacsony, dove le cantine offrono degustazioni con vista lago.

Debrecen, seconda città ungherese con 200.000 abitanti, rappresenta il cuore spirituale del protestantesimo magiaro. La Grande Chiesa Riformata domina la piazza Kossuth con la sua imponente facciata neoclassica gialla: costruita tra il 1805 e il 1822, può ospitare 3.000 fedeli ed è stata teatro di eventi storici cruciali, come la proclamazione della deposizione degli Asburgo nel 1849. Le sue due torri di 61 metri offrono una vista panoramica sulla città.
Il Museo Déri conserva una delle collezioni d’arte più importanti del paese, inclusa la Trilogia del Cristo di Mihály Munkácsy, tre enormi dipinti realizzati tra il 1881 e il 1896. A pochi chilometri dal centro, il parco termale Aquaticum combina piscine all’aperto, terme coperte e un acquario mediterraneo. Debrecen è anche una vivace città universitaria con oltre 30.000 studenti, il che garantisce una vita culturale dinamica con teatri, concerti e festival durante tutto l’anno.

Eger unisce storia militare, architettura barocca e tradizione vinicola in una città di 53.000 abitanti situata ai piedi dei monti Bükk. Il castello di Eger è il simbolo della resistenza ungherese: nel 1552, 2.000 difensori guidati da István Dobó respinsero un assedio turco di 40.000 uomini. Oggi il complesso fortificato ospita musei dedicati alla battaglia, la casa della moneta e una rete di sotterranei visitabili.
La città vanta uno dei centri storici barocchi meglio conservati dell’Ungheria, con la basilica neoclassica (la seconda chiesa più grande del paese), il minareto turco alto 40 metri da cui si ammira il panorama cittadino, e decine di palazzi settecenteschi dai colori pastello. La Valle delle Belle alle porte della città riunisce 200 cantine scavate nel tufo dove degustare l’Egri Bikavér (Sangue di Toro di Eger), il robusto vino rosso locale.

Pécs, nel sud dell’Ungheria vicino al confine croato, fu capitale europea della cultura nel 2010 e custodisce 2.000 anni di storia stratificata. La necropoli paleocristiana del IV secolo, patrimonio UNESCO dal 2000, presenta tombe affrescate di straordinaria qualità artistica, con rappresentazioni bibliche ancora vivide dopo 16 secoli. Il sito comprende 16 camere funerarie disposte su due livelli sotto l’attuale cattedrale.
Il centro storico riflette 150 anni di dominazione ottomana (1543-1686) con edifici unici in Ungheria: la moschea di Pasha Qasim, trasformata in chiesa cattolica ma con interni decorati con calligrafia araba, e la moschea di Yakovali Hassan ancora funzionante come museo. La città conta quattro università e un’atmosfera mediterranea insolita per l’Europa centrale, favorita dal clima mite. Le manifatture Zsolnay, attive dal 1853, producono le ceramiche smaltate che decorano edifici in tutta l’Ungheria, con un museo dedicato nel quartiere culturale rinnovato.

Sopron, al confine austriaco, ha preservato il suo carattere medievale meglio di qualsiasi altra città ungherese. La Torre del Fuoco, alta 60 metri e costruita tra il XIII e il XVII secolo su fondamenta romane, funge da porta d’ingresso al centro storico circolare. Salendo i 200 gradini si raggiunge la terrazza panoramica da cui si vedono le Alpi austriache nelle giornate limpide.
Il nucleo antico concentra in poche vie ciottolate palazzi gotici, rinascimentali e barocchi praticamente intatti, con la chiesa dei Francescani del 1300 e sinagoghe storiche che testimoniano la convivenza di diverse comunità. Sopron si salvò dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e nel 1921 scelse con un referendum di rimanere ungherese invece di unirsi all’Austria. Le colline circostanti producono vini bianchi eccellenti, in particolare il Kékfrankos, con cantine visitabili a Balf e nelle frazioni limitrofe.

A soli 20 chilometri a nord di Budapest, Szentendre incanta con le sue case colorate, viuzze acciottolate e atmosfera bohémien. Fondata da mercanti e artigiani serbi in fuga dai turchi nel XVII secolo, ha mantenuto sette chiese ortodosse con iconostasi dorate e architettura balcanica. La Cattedrale Serba di Blagovestenska del 1764 custodisce affreschi e icone preziose, mentre il museo di arte sacra serba raccoglie opere dal XIV al XIX secolo.
La città divenne colonia di artisti negli anni ’20 del Novecento e oggi conta oltre 20 gallerie e musei, tra cui il Museo Kovács Margit dedicato alla ceramista ungherese, e il particolare Museo del Marzapane con sculture commestibili. Il lungodanubio offre ristoranti con terrazze e negozi di artigianato locale. Szentendre si raggiunge da Budapest con il treno suburbano HÉV in 40 minuti o via battello sul Danubio da aprile a ottobre (2 ore di navigazione panoramica).

Esztergom, situata sull’ansa del Danubio dove il fiume segna il confine con la Slovacchia, fu la prima capitale del regno d’Ungheria e sede del primate della Chiesa cattolica ungherese. La basilica, visibile da chilometri di distanza, è la chiesa più grande del paese: 118 metri di lunghezza, cupola alta 100 metri e una pala d’altare che rappresenta l’Assunzione dipinta su un’unica tela di 13,5 per 6,6 metri, la più grande su tela del mondo realizzata a mano.
Nel Tesoro della basilica si conservano preziosi reliquiari medievali, tra cui la Croce di Matthias Corvinus del 1402 e il calice dell’incoronazione del 1074. Il castello adiacente, dove nacque il primo re d’Ungheria Santo Stefano nel 975, ospita il Museo del Castello con reperti dall’epoca romana al Medioevo. Attraversando il ponte Mária Valéria (ricostruito nel 2001 dopo la distruzione bellica) si passa in Slovacchia per visitare Esztergom da un’altra prospettiva.

Visegrad occupa una posizione strategica sull’ansa del Danubio, protetta da due fortificazioni che ne fecero una roccaforte militare fondamentale nel Medioevo. La Cittadella, arroccata 350 metri sopra il fiume, fu costruita nel XIII secolo e offre la vista panoramica più spettacolare dell’Ungheria: l’ansa del Danubio, le montagne di Börzsöny e Pilis, e nelle giornate limpide persino Esztergom a 20 chilometri di distanza.
A valle, il Palazzo Reale ricostruito parzialmente mostra la magnificenza rinascimentale voluta dal re Mattia Corvino nel XV secolo. Gli scavi hanno riportato alla luce la celebre Fontana di Ercole di marmo rosso, cortili con loggiati e i resti del sistema di riscaldamento ipocausto. Il palazzo ospitava banchetti leggendari e fu centro della cultura umanistica ungherese. Da Visegrad partono sentieri escursionistici nei monti Pilis e d’estate traghetti per attraversare il Danubio verso Nagymaros.
Il Parco Nazionale di Hortobágy, primo parco nazionale ungherese (istituito nel 1973) e patrimonio UNESCO dal 1999, preserva 82.000 ettari della puszta, la grande pianura ungherese. Questo ecosistema di praterie alcaline e zone umide ospita 342 specie di uccelli, tra cui la più grande colonia europea di gru cenerine che si concentra qui durante le migrazioni autunnali (oltre 100.000 esemplari in ottobre).
Il Ponte delle Nove Arcate lungo 167 metri, costruito nel 1833, è il simbolo del parco e il ponte in pietra più lungo dell’Ungheria. Le fattorie tradizionali mostrano l’allevamento di cavalli nonius e bovini grigi ungheresi, con dimostrazioni di abilità equestre dei csikós (mandriani a cavallo) che cavalcano in piedi su due o tre cavalli al galoppo. Il Museo del Pastore nella csárda di Hortobágy racconta la vita nelle puszta tra XVIII e XIX secolo.

La regione di Tokaj, patrimonio UNESCO dal 2002, produce da 500 anni il Tokaji Aszú, il vino dolce che Luigi XIV definì “il vino dei re, il re dei vini”. Le 28 cittadine vinicole si estendono per 5.500 ettari tra le pendici dei monti Zemplén e il fiume Bodrog, dove l’incontro di nebbie mattutine e sole caldo favorisce la muffa nobile (Botrytis cinerea) sulle uve Furmint, concentrando zuccheri e aromi.
Il borgo di Tokaj conta 5.000 abitanti e 600 cantine storiche scavate nel tufo vulcanico, dove la temperatura costante di 10-12°C e l’umidità elevata creano condizioni ideali per l’invecchiamento. Le cantine Rákóczi e Oremus offrono degustazioni guidate con visita ai labirinti sotterranei che si estendono per chilometri. Il Museo del Tokaji ripercorre la storia vinicola della regione dall’epoca romana. A Sárospatak, il castello Rákóczi del XIII secolo combina elementi gotici e rinascimentali, con giardini alla francese e una importante collezione di arte ungherese. La regione si visita meglio tra settembre e ottobre, durante la vendemmia, oppure in primavera quando le vigne fioriscono.

Seghedino, capitale del sud con 160.000 abitanti, rinacque completamente dopo la devastante alluvione del 1879 che distrusse il 90% degli edifici. La ricostruzione in stile eclettico con influenze art nouveau creò una città armoniosa lungo entrambe le sponde del Tibisco. La Piazza Dóm, una delle più grandi d’Europa, ospita la cattedrale votiva neoromanica costruita tra il 1914 e il 1930, con due torri gemelle di 91 metri e un organo di 10.000 canne.
Szeged è famosa per la paprika, il paprikás di pollo e la zuppa di pesce, con il mercato coperto che offre prodotti locali di altissima qualità. Il Teatro Nazionale in stile rococò e il Palazzo Reök in puro art nouveau sono capolavori architettonici da non perdere. L’università con 21.000 studenti garantisce vita notturna vivace e festival culturali, in particolare il festival all’aperto estivo nella Piazza Dóm. La pasticceria Virág, attiva dal 1885, serve i tradizionali krémes (dolci alla crema) secondo la ricetta originale.

Győr, equidistante tra Budapest e Vienna (125 chilometri da entrambe), prospera come centro industriale ma ha conservato un nucleo barocco di grande bellezza. Il centro storico, ricostruito dopo l’incendio del 1729, presenta palazzi color pastello, chiese e cortili nascosti perfettamente restaurati. La basilica, elevata al rango di basilica minore nel 2006, custodisce un busto-reliquiario di Santo Ladislao in oro e argento del XV secolo, considerato uno dei capolavori dell’oreficeria gotica.
Il Palazzo Zichy rinascimentale ospita concerti di musica classica, mentre il Teatro Nazionale risalente al 1830 mantiene una programmazione di qualità. La piazza Széchenyi, circondata da edifici storici, è il cuore della vita cittadina con mercatini stagionali e caffè all’aperto. Győr è anche porta d’accesso alla Piccola Pianura (Kisalföld) e punto di partenza per visitare l’abbazia benedettina di Pannonhalma, patrimonio UNESCO a 20 chilometri dalla città, fondata nel 996 e ancora abitata da monaci che producono vini e lavanda.
Per esplorare adeguatamente l’Ungheria oltre la capitale consigliamo di dedicare almeno 5-7 giorni, considerando che le distanze tra le principali attrazioni variano da 100 a 250 chilometri. Il noleggio auto offre la massima flessibilità, con strade ben mantenute e segnaletica chiara, anche se i pedaggi autostradali richiedono l’acquisto preventivo della vignetta (disponibile per 10 giorni, 1 mese o 1 anno). In alternativa, la rete ferroviaria MÁV collega efficientemente Budapest con tutte le città principali, con treni frequenti per Eger (2 ore), Debrecen (2,5 ore) e Pécs (3 ore).
Il periodo migliore per visitare il paese dipende dagli interessi: aprile-giugno e settembre-ottobre offrono temperature gradevoli (15-25°C) e meno turisti, mentre luglio-agosto è ideale per il lago Balaton ma può essere molto caldo nelle città (oltre 30°C). L’autunno è perfetto per le regioni vinicole durante la vendemmia. Per quanto riguarda l’alloggio, consigliamo di prenotare in anticipo durante l’alta stagione e i festival locali, mentre potete trovare ottime occasioni nelle città minori durante i periodi di bassa stagione.
Il prefisso telefonico dell’Ungheria è +36: per chiamare un numero ungherese dall’estero è necessario comporre il prefisso internazionale +36 o 0036 prima del numero del destinatario.
L’Ungheria segue il fuso orario GMT+1 (ora dell’Europa centrale), ovvero un’ora in più rispetto al meridiano zero di Greenwich. Durante l’estate il paese adotta l’ora legale passando a GMT+2.
L’Ungheria si trova nell’Europa centrale e non ha sbocchi sul mare. Il paese confina con sette stati: Austria e Slovenia a ovest, Slovacchia a nord, Ucraina a nord-est, Romania a est, Serbia e Croazia a sud. Il territorio ungherese è attraversato dal fiume Danubio, che divide in due la capitale Budapest.
L’Ungheria fa parte dell’Unione Europea ma non dell’Eurozona, pertanto la moneta ufficiale è il fiorino ungherese (forint ungherese, codice HUF, simbolo Ft). Il tasso di cambio è di circa 380-400 fiorini per 1 euro (verificate sempre il cambio attuale prima della partenza). Per maggiori informazioni consultate la guida sul fiorino ungherese.
Le prese elettriche in Ungheria seguono lo standard europeo (tipo C e F), con voltaggio 230V e frequenza 50Hz. Le spine europee a due poli sono compatibili, mentre potrebbero essere necessari adattatori per spine di altri standard internazionali.
La bandiera dell’Ungheria è un tricolore orizzontale composto da tre bande di uguali dimensioni: rossa in alto, bianca al centro e verde in basso. Il rosso simboleggia il sangue versato per la patria, il bianco la purezza e la libertà, il verde la speranza e la terra fertile. L’attuale bandiera è in uso dal 1957.
Le City Card permettono di risparmiare sui mezzi pubblici e/o sugli ingressi delle principali attrazioni turistiche.

















